lunedì 16 novembre 2009

Educare i bambini. Ma servono le sculacciate?

E´di oggi un articolo su Repubblica: una pediatra francese sta cercando di sensibilizzare i francesi affinche la prassi dello schiaffo quando ci vuole venga messa al bando.

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/franmcia-sculacciate/franmcia-sculacciate/franmcia-sculacciate.html

In Svezia e´dal lontano 1979 che le punizioni corporali sono state messe al bando, ovvero fuorilegge.
Quando mi trovo in Italia e lo racconto ci sono spesso reazioni, del tipo che e´impossibile educare un bambino se ogni tanto non si utilizza lo schiaffo/sculacciata in determinate situazioni. la mancanza di uso/abuso di forza fisica sul bambino viene, da molto dei miei interlocutori, interpretata come una abdicazione alla autorita´genitoriale.
Io ribalterei l´argomentazione affermando che al contrario l´abdicazione c´e´nel momento in cui, non trovando ulteriori risorse,diamo sfogo alla nostra frustrazione con lo schiaffo /sculacciata).
La mia personale esperienza di mamma e´che il bambino deve avere chiaro in mente chi decide (tu adulto) e che quando si pongono dei limiti non bisogna stare a contrattarli con il bambini (perche´tu adulto decidi su certe cose e non c´e´nulla da contrattare).
Ma questo non signigica che il bambino e´li ubbidiente e non si opponga mai alle due decisioni. Spesso si oppone. eccome! ma questo fa parte anche dello sviluppo del bambino.
Si, si puo´educare senza schiaffi, senza dover umiliare un bambino grazie alla proria forza fisica.

3 commenti:

  1. Ciao! È bello questo blog, mi piacerebbe scrivere bene e concisamente quanto te.

    Sottoscrivo la tua opinione. Mia padre era generosa nel suo abuso di forza fisica, e la mia precisa sensazione era che si sfogasse. anche se in Svezia picchiare i bambini fosse legale, ho promesso a me stessa di non alzare mai le mani su mio figlio. A noi adulti starebbe bene se, ad esempio, i suoceri ci dessero una sberla quelle volte che non li abbiamo ascoltati, o cose del genere?

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  2. Grazie! seguo con piacere il tuo blog, interessante e ironico.

    Mio padre non era generoso di schiaffi con me perche´avevo altri tre fratelli che le prendevano..come unica figlia ho vissuto in una posizione di privilegio...

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  3. Interessante :)
    Però... onestamente, io ribalterei l'argomentazione affermando appunto che l'abdicazione vi è nel momento in cui diamo sfogo alla nostra frustrazione con lo schiaffo o lo sculaccione. Ma SOLO in questo caso, appunto. NON, invece, se si tratta di un un metodo educativo; perché, anche se molti non lo sanno affatto, la sculacciata esiste anche come procedura metodica che non ha nulla di davvero violento ed è effettivamente benefica con alcune personalità. Quali? Ad esempio quella che avevo io da bambino; quella che aveva mia moglie da bambina; quelle che hanno i nostri figli. Certo ci sono personalità con le quali anche una leggera alzata di voce può essere micidiale. Comunque, per tanti bambini, come me, che non sono certamente fragili, una cosidetta "seduta metodica" può far bene, è salutare; è semplicemente eseguita con calma e autorevolezza; tira fuori dal bambino il miglio laddove ogni altro incentivo non è riuscito. Molti sono i figli come ero io, e come i miei, con cui a volte non c'è metodo, strategia e incitovo, che renda chiaro in mente chi decide, che le regole sono regole e non si possono contrattare i limiti; con queste personalità non è strano ma naturale che a volte soltanto la sculacciata, quella autorevole, arrivi a essere illuminante, faccia comprendere. E non è umiliazione; è piuttosto umiltà. L'umiliazione è un'altra cosa, che deriva dalla violenza, dalla prevaricazione. Invece la sculacciata che conosco io è il proseguimento del dialogo, di quel dialogo che non procedeva altrimenti. E' una questione di concetti, di andare oltre gli schemi predefiniti; perché, in effetti, non ha senso nemmeno lo schema paragonale con gli adulti: è ovvio che non possiamo paragonare le sculacciate ai nostri figli con le ipotetiche sberle dai nostri suoceri dal momento che la mente dei bambini e quella degli adulti non sono uguali.
    In Svezia vi abitavo e vi vado regolarmente, avendo parenti, è va detto, per onestà di cronaca, che non ha mai avuto sucesso la nuova politica educativa nata nel '79. La famiglia è entrata in crisi, e vi ci sprofonda sempre di più, come numero di separazioni, figli senza padre; i suicidi aumentano perennemente più di ogni altra parte del mondo; la violenza e il bullismo a livello scolastico e stradale, anche. La Svezia conta appena 9 milioni di abitanti; di questi solo 450 mila sono bambini under-12 e vi sono ben 90.000 operatori solo in Save the Children Sweden.
    La Francia sta sbagliando politica, come sbagliarono i Paesi scandinavi e gran parte dei Paesi europei che a ruota ne hanno seguito
    l'esempio, accogliendo le proproste del Consiglio d'Europa e del Comitato ONU per i diritti del minore, perché non è da leggi e campagne di sensibilizzazione di tipo buonista che dipende il buon senso. Il buon senso non è tutelare il bambino, arrichendo le casse delle case editrici grazie ai saggi della pediatra e parlamentare francese, o a quelli della psicanalista Alice Miller, o quelle di studi legali, o quelle degli uffici delle assistenti sociali...
    Ciao

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