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mercoledì 24 febbraio 2010

Come alcuni di voi forse gia´sanno, lavoro in Svezia come insegnante alle scuole d´infanzia, qui chiamata Förskola (pre-school). Ho il privilegio d´incontare grazie al mio lavoro bambini e famiglie di ogni provenienza, colore e credo religioso (e anche non credenti naturalmente). Sono orgogliosa di poter contribuire a formare una generazione di bambini pronti ad aprirsi agli altri, consapevoli che la diversita´e´una regola, che essere bilingue o plurilingue e´in realta´piu´comune dell´essere monolingue. Bambini che non guardano al colore della pelle e non ti chiedono se sei ebreo, mussulmano o cristiano.
Per questo ieri, quando ho letto quest´articolo sono balzata dalle sedia. Quello che mi sconcerta, oltre all´enorme stupidita´, arroganza e ignoranza di questi politicanti (pagati con i soldi dei contribuenti), e che quest´ideologia populista basata sulla continua demarcazione tra noi e loro, non solo trovi adepti ma forse e´addirittura in crescita. Questo per me non e´fare poltica ma l´aprire ad un pensiero e un modo di ragionare barbaro e bieco.
La democrazia e la tolleranza si costruiscono proprio dall´asilo.
In Svezia abbiamo un piano d´insegnamento per le scuole d´infanzia (Läroplan för förskolan) dove, tra le tante cose davvero interessanti e che ti fanno riflettere continuamente (e´la riflessione fa parte di questo lavoro, anzi ne e´il fondamento) c´e´la seguente: no child should be subjected to discrimination at pre-school based on gender,ethnic belonging, religion or other belief, sexual orientation of a familymember or disability, or subjected to other degrading treatment.
Ma forse e´chiedere troppo ai nostri politici.

martedì 26 gennaio 2010

La renna Renata





In questo post mi ricollego a Morgaine le Feé (sono proprio terra terra lo confesso, non so fare i link. Ora che qualcuno me lo insegni!).

Un paio di anni fa, quando la mia figlia piu´grande aveva circa 5 anni, ci trovammo in Italia attorno al Natale. Non avendo nulla da leggerle la sera, il nonne le compro´il giornalino a fumetti "giulio coniglio", giornalino comprato e amato gia´durante l´estate.

La storia del mese di dicembre era ovviamente natalizia, nella fattispecie intitolata "Giulio coniglio e la renna Renata". Finalmente la sera arriva e con essa il momento della lettura. Bimba sottocoporta e io comincio a leggere. E piu´leggo piu´rimango stupefatta.

Praticamnete la renna Renata (il personaggio femminile) e´al completo servizio di Babbo Natale (il personaggio maschile). Siccome lui e´stanco, lei si alza all´alba per preparargli la colazione, stirargli la camicia, caricargli la slitta. E quando lui finalmete parte, lei rimane sola in cucina (nel testo c´e´scritto:"Povera Renata, e´tutta sola e si sente un poco triste!")pensando ad alta voce "Per me nemmeno un regalino".

Credo non sia necessario spiegare i motivi della mia sorpresa nel leggere un testo del genere, dedicato ad un pubblico tra i tre e cinque anni. Decisi allora di scrivere una mail (non ricordo se alla casa editrice o direttamente all´autore). Non ottenni mai risposta.

E´qui una fondamentale differenza tra l´Italia e la Svezia. In Svezia c´e´un dibattito sualla posizione delle donne nella societa´. Ci sono posizioni diverse ma il dibattito c´e´ed e´sopratutto anche nell´agenda politica. In Italia non riesce a partire e se ne parli vieni tacciata spesso di essere di tutto di piu´.

In Svezia poi e´un aspetto importante della formazione degli insegnanti la consapevolezza che il genere non e´solo biologico ma anche sociale, ovvero si forma anche attraverso le aspettative e i ruoli sociali (detto tutto in maniera molto semplificata). Questo non significa che tutti gli insegnati, scuole e asili siano davvero cosi´bravi nel cercare di crescere una generazione dalle vedute a 360 gradi (e quindi con molte piu´opportunita´). Ma l´ambizione almeno esiste. Ed e´importante.

lunedì 16 novembre 2009

Educare i bambini. Ma servono le sculacciate?

E´di oggi un articolo su Repubblica: una pediatra francese sta cercando di sensibilizzare i francesi affinche la prassi dello schiaffo quando ci vuole venga messa al bando.

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/franmcia-sculacciate/franmcia-sculacciate/franmcia-sculacciate.html

In Svezia e´dal lontano 1979 che le punizioni corporali sono state messe al bando, ovvero fuorilegge.
Quando mi trovo in Italia e lo racconto ci sono spesso reazioni, del tipo che e´impossibile educare un bambino se ogni tanto non si utilizza lo schiaffo/sculacciata in determinate situazioni. la mancanza di uso/abuso di forza fisica sul bambino viene, da molto dei miei interlocutori, interpretata come una abdicazione alla autorita´genitoriale.
Io ribalterei l´argomentazione affermando che al contrario l´abdicazione c´e´nel momento in cui, non trovando ulteriori risorse,diamo sfogo alla nostra frustrazione con lo schiaffo /sculacciata).
La mia personale esperienza di mamma e´che il bambino deve avere chiaro in mente chi decide (tu adulto) e che quando si pongono dei limiti non bisogna stare a contrattarli con il bambini (perche´tu adulto decidi su certe cose e non c´e´nulla da contrattare).
Ma questo non signigica che il bambino e´li ubbidiente e non si opponga mai alle due decisioni. Spesso si oppone. eccome! ma questo fa parte anche dello sviluppo del bambino.
Si, si puo´educare senza schiaffi, senza dover umiliare un bambino grazie alla proria forza fisica.